



CASTEL BELASI
Nel weekend di Pomaria visite guidate e ingresso ridotto
Castel Belasi è un castello medievale ai piedi delle Dolomiti di Brenta a Campodenno in Val di Non. Con origine alla fine del Duecento, oggi è un’istituzione comunale aperta al pubblico dal 2021 come Centro d’Arte Contemporanea per il Pensiero Ecologico con la direzione artistica di Stefano Cagol e mostre ispirate all’attualissimo messaggio dei suoi affreschi cinquecenteschi, che invitano a fare attenzione alle conseguenze di tutte le nostre scelte.
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I progetti espositivi in corso fino al 26 ottobre includono “Come ghiaccio”, parte del programma dell'Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai dell’Unesco, con opere di quattrodici artisti internazionali quale riflessione sulla sparizione pensando al futuro. L’altra mostra “Fragile. A Selection of Glasstress” presenta oltre quaranta sculture e installazioni degli artisti contemporanei più noti, da Ai Weiwei a Tony Cragg e Jaume Plensa, eseguite esclusivamente in vetro di Murano e incentrate sulla vulnerabilità del nostro rapporto con l’ambiente. Partner di Castel Belasi è MUSE Museo delle Scienze Trento.
Tra i servizi, oltre al proprio bookshop e il bar della domenica di Pro Loco, il castello presenta ogni pomeriggio il Sommelier nella cantina storica e ogni giorno tranne la domenica il GSH Eco Café gestito da ragazzi con disabilità per la valorizzazione del loro percorso di vita sociale e lavorativa, completato da shop degli oggetti che realizzano loro a mano.
Castel Belasi è visitabile ogni giorno escluso il lunedì senza prenotazione fino al 26 ottobre. L’ingresso è sempre gratuito con Trentino Guest Card.
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Per il weekend di Pomaria, speciale ingresso ridotto a 3 euro per tutti!
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Castel Belasi e la mela
Curiosamente la mela è una costante negli antichi affreschi di Castel Belasi. Ricorre all’interno del Giudizio di Paride di Bartlme Dill Riemeschneider, nelle Metamorfosi di Ovidio di pittore tirolese, ma anche tra le zampe di un orso e della famosa scimmietta senza muso. Questi affreschi cinquecenteschi risalgono a un’epoca in cui la coltivazione della mela in Val di Non era ben lungi dal caratterizzare il territorio e il suo paesaggio. Allora, perché la mela? Ebbene, il filo rosso di questi affreschi è il tono ammonitorio di un richiamo a valutare bene quanto decidiamo di fare e la mela ricorda quella prima scelta con conseguenze inarrestabili: è la mela di Adamo ed Eva.
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Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo
Parte del compendio di Castel Belasi è la chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, affrescata nel Quindicesimo secolo da Giovanni e Battista Baschenis. Al suo interno presenta un’abside interamente affrescato con i temi sacri che includono il Cristo benedicente in trono incorniciato da mandorla policroma e i simboli dei quattro evangelisti. Sulla parete di sinistra è visibile anche una delle famose ultime cene dei Baschenis. Da notare i gamberi tipici delle loro opere, che vediamo ancora vividamente rossi. Perché li dipingevano? Venivano pescati dai fiumi grigi, cambiavano colore a contatto con l’acqua bollente e questa “magia” veniva evocata nei loro affreschi come simbolo della trasmutazione della carne e del sangue di Cristo.
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La chiesa è visitabile gratuitamente in autonomia ogni giorno negli orari di apertura del castello.
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Castel Belasi
Centro d’Arte Contemporanea per il Pensiero Ecologico
aperto fino al 26 ottobre 2025
mar – dom 10:00-18:30
Campodenno (Tn)
+39.348.7081417 info@castelbelasi.it
www.castelbelasi.it





